La verità è che sono fragile. Non è colpa tua Hachi.
[24 Jul 2008|10:15am]
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mood
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aggravated
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Io lo so che Giulia mi conosce bene.Lo so che sa cosa succede quando,dopo una giornata di gatti e limoni,torno a casa ad implodere su di me.Che ogni piccola cosa può cacciarmi in un pianto disperato anche alla guida della mia macchina. Che mi dico,sono forte,sono forte,sono forte,ma invece non lo sono neanche un briciolo.Coraggiosa magari,tenace da un po',ma forte proprio no. Grazie. E.
Lo dico così eh.Senza metterci troppa speranza ma. Martedì forse si va a vedere i DURAN DURAN! Ho già pronte spalline,studio line per il ciuffo e fard rosso porpora da far finire a limite mento,leggins e ballerine e gli orecchini della Naj-oleari a forma di nocca.
Viento scioscia stanotte trase pe‘ sotta e fatte senti‘
[13 Jul 2008|10:50am]
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contemplative
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La reunion di Pino Daniele con la sua band storica era stata organizzata dal cucco. Pinone è un pezzo di cuore per i napoletani,nonostante le cagate scritte negli ultimi 10 anni - sapete com'è,s'è messo con una veramente giovane e la mutanda gli si è calata in testa come un velo -.Come Totò,Maradona,Troisi. Il concerto si doveva tenere prima al San Paolo.Ma poi non gli è stato dato.Allora lo volevano spostare al Palamaggiò,ma era a Caserta,non aveva gran senso una reunion napoletana a Caserta e allora Pinuccio ha detto no. Quindi si è arrivati a Piazza del Plebiscito.I due settori sono scomparsi,ovviamente:tutti in piedi.Essendo poi che la piazza è 'o veramente grande,cosa hanno pensato gli organizzatori?Aumentiamo i biglietti.Sì,però è un pochetto tardi,di stò concerto si sapeva da Pappagone.Ok,allora facciamo così,invitiamo altri cantanti.Invitiamo Irene Grandi,ha cantato con Pino.Invitiamo Nino D'Angelo,che ultimamente ha fatto delle cose impegnate,chiamiamo Servillo,che è omm'e classe.Giorgia,sì,Giorgia viene,Gioirgia capisce,Giorgia è fine.E poi?Uè ma volessimo chiamare pure il grandissimo Gigi D'Alessio?Oh,sai quanta gente porta?Beh,certo,all'ultimo momento non tutti avranno i soldi per il biglietto,questo è un altro problema.Come possiamo fare...uh,ideona!Facciamo che,chi arriva con un sacchetto dell'immondizia,entra gratis.Che ne dite?Siamo o non siamo dei geni?
C'era un'opzione dato il cambio di location e di tipologia del concerto:di avere il rimborso.Moltissima gente,quella che ora c'ha tra i 30 e 40 anni e con Pino Daniele c'è cresciuta,s'è fatta dare i soldi indietro. Sono entrate moltissime persone gratis con la sacchetta in mano.Però evidentemente il malcontento nell'aria continuava a serpeggiare...
Fra tipo 4 anni le lampadine a basso consumo diventeranno obbligatorie. Ognuna costa 8,40 euro.Perchè lo so?Perchè essendosi fulminata la lampadina del lampadario di camera mia,ne ho comprata una.In vece di quella normale,che costa all'incirca un euro. Fossi in voi inizierei a fare un mutuo da ora. E.
Io faccio la raccolta differenziata dal 1992:16 anni. Quindi permettetemi se mi girino un po' le gonadi per tutti quelli che ora fanno gli espertoni che vogliono spiegare dove la carta del pesce e dove lo spago. La risposta al problema rifiuti è sempre stata differenziare:peccato che nessuno abbia mai finora detto che o si ha la coscienza,del presente,del futuro,di ciò che è giusto o no,o sono cazzi. Cazzissimi.
Benvenuti a Via Chiaia.Praticamente Piazza Plebiscito,praticamente Palazzo reale,Galleria Umberto I,Santa Brigida,Piazza del carciofo,Chiesa di San Ferdinando,Maschio angioino.
"NESSUNO vincerà le elezioni in Italia. Nessuno. Perché finora tutti sembrano ignorare una questione fondamentale che si chiama "organizzazioni criminali" e ancor più "economia criminale". Non molto tempo fa il rapporto di Confesercenti valutò il fatturato delle mafie intorno a 90 miliardi di euro, pari al 7 per cento del Pil, l'equivalente di cinque manovre finanziarie. Il titolo "La mafia s. p. a. è la più grande impresa italiana" fece il giro di tutti i giornali del mondo, eppure in campagna elettorale nessuno ne ha parlato ancora.
E nessuna parte politica sino a oggi è riuscita a prescindere dalla relazione con il potere economico dei clan. Mettersi contro di loro significa non solo perdere consenso e voti, ma anche avere difficoltà a realizzare opere pubbliche.
Non le vincerà nessuno, queste elezioni. Perché se non si affronta subito la questione delle mafie le vinceranno sempre loro. Indipendentemente da quale schieramento governerà il paese. Sono già pronte, hanno già individuato con quali politici accordarsi, in entrambi i schieramenti. Non c'è elezione in Italia che non si vinca attraverso il voto di scambio, un'arma formidabile al sud dove la disoccupazione è alta e dopo decenni ricompare persino l'emigrazione verso l'estero. E' cosa risaputa ma che nessuno osa affrontare.
Quando ero ragazzino il voto di scambio era più redditizio. Un voto: un posto di lavoro. Alle poste, ai ministeri, ma anche a scuola, negli ospedali, negli uffici comunali. Mentre crescevo il voto è stato venduto per molto meno. Bollette del telefono e della luce pagate per i due mesi precedenti alle elezioni e per il mese successivo. Nelle penultime la novità era il cellulare. Ti regalavano un telefonino modificato per fotografare la scheda in cabina senza far sentire il click. Solo i più fortunati ottenevano un lavoro a tempo determinato.
Alle ultime elezioni il valore del voto era sceso a 50 euro. Quasi come al tempo di Achille Lauro, l'imprenditore sindaco di Napoli che negli anni cinquanta regalava pacchi di pasta e la scarpa sinistra di un paio nuovo di zecca, mentre la destra veniva recapitata dopo la vittoria. Oggi si ottengono voti per poco, per pochissimo. La disperazione del meridione che arriva a svendere il proprio voto per 50 euro sembra inversamente proporzionale alla potenza della più grande impresa italiana che lo domina.
Mai come in questi anni la politica in Italia viene unanimemente disprezzata. Dagli italiani è percepita come prosecuzione di affari privati nella sfera pubblica. Ha perso la sua vocazione primaria: creare progetti, stabilire obiettivi, mettere mano con determinazione alla risoluzione dei problemi. Nessuno pretende che possa rigenerarsi nell'arco di una campagna elettorale.
Ma nel vuoto di potere in cui si è fatta serva di maneggi e interessate miopie prevalgono poteri incompatibili con una democrazia avanzata. E' una democrazia avanzata quella in cui 172 amministrazioni comunali negli ultimi anni sono stati sciolti per infiltrazione mafiosa? O dove dal '92 a oggi, le organizzazioni hanno ucciso più di 3.100 persone? Più che a Beirut? Se vuole essere davvero nuovo, il Partito Democratico di Walter Veltroni non abbia paura di cambiare. Non scenda a compromessi per paura di perdere.
Il governo Prodi è caduto in terra di camorra. Ha forse sottovalutato non tanto Clemente Mastella, il leader del piccolo partito Udeur, ma i rischi che comportava l'inserimento nelle liste di una parte dei suoi uomini. Personaggi sconosciuti all'opinione pubblica, ma che negli atti di alcuni magistrati vengono descritti come cerniera tra pubblica amministrazione e criminalità organizzata. Nel frattempo il governo ha permesso al governatore della Campania Bassolino di galleggiare nonostante il suo fallimento nella gestione dell'emergenza rifiuti. E non ha capito che quella situazione rappresenta solo l'esempio più clamoroso di quel che può accadere quando il cedimento anche solo passivo della politica ad interessi criminali porta allo scacco.
Tutto questo mentre il centrodestra guidato da Silvio Berlusconi assisteva muto o giustificatorio ai festeggiamenti del governatore della Sicilia Cuffaro per una condanna che confermava i suoi favori a vantaggio di un boss, limitandosi a scagionarlo dall'accusa di essere lui stesso un mafioso vero e proprio.
La questione della trasparenza tocca tutti i partiti e il paese intero. Inoltre molta militanza antimafiosa si forma nei gruppi di giovani cattolici i cui voti non sempre vanno al centrosinistra. Anche questi elettori dovrebbero pretendere che non siano candidate soubrette o personaggi capaci solo di difendere il proprio interesse. Pretendano gli elettori di centrodestra che non ci siano solo soubrette e a sud esponenti di consorterie imprenditoriali. E mi vengono in mente le parole che Giovanni Paolo II il 9 maggio del 1993 rivolse dalla collina di Agrigento alla Sicilia e all'Italia ferita dalle stragi di mafia: "Questo popolo... talmente attaccato alla vita, che ama la vita, che dà la vita, non può vivere sempre sotto la pressione di una civiltà contraria, civiltà della morte... Mi rivolgo ai responsabili... Un giorno verrà il giudizio di Dio". Parole che avrebbero dovuto crescere nelle coscienze.
È tempo di rendersi conto che la richiesta di candidati non compromessi va ben oltre la questione morale. Strappare la politica al suo connubio con la criminalità organizzata non è una scelta etica, ma una necessità di vitale autodifesa.
Io non entrerò in politica. Il mio mestiere è quello di scrittore. E fin quando riuscirò a scrivere, continuerò a considerare questo lo strumento di impegno più forte che possiedo. Racconto il potere, ma non riuscirei a gestirlo. Non si tratta di rinunciare ad assumersi la propria responsabilità, ma considerarla parte del proprio lavoro. Tentare di impedire che il chiasso delle polemiche distolga l'attenzione verso problemi che meno fanno rumore, più fanno danno. O che le disquisizioni morali coprano le scelte concrete a cui sono chiamati tutti i partiti. È questo il compito che a mio avviso resta nelle mani di un intellettuale. Credo sia giunto il momento di non permettere più che un voto sia comprabile con pochi spiccioli. Che futuri ministri, assessori, sindaci, consiglieri comunali possano ottenere consenso promettendo qualche misero favore. Forse è arrivato il momento di non accontentarci.
Nel 1793 la Costituzione francese aveva previsto il diritto all'insurrezione: forse è il momento di far valere in Italia il diritto alla non sopportazione. A non svendere il proprio voto. A dare ancora un senso alla scelta democratica, scegliendo di non barattare il proprio destino con un cellulare o la luce pagata per qualche mese.
the_angie scrive: il giorno del matrimonio io miic la sua fidanzata immaginaria e feandil accompagnamo introversa all'altare che però introversa aveva un padre e una mamma che la aspettavano eh e insomma mentre noi la accompagnamo e tu la aspetti si sgama che tuo padre
the_angie scrive: aveva costretto la mamma di introversa,nel mio sogno interpretata da anna bonaiuto,a stare carnalmente con lui perchè aveva dei segreti risalenti alla gioventù e lei soffre ma ci sta per il vostro bene
the_angie scrive: insomma arriviamo all'altare,miic accompagna introversa,il tuo testimone è lucifero assieme a tuo fratello,introversa ha come testimone otezap e un'amica sua però introversa mentre entra al braccio di miic vede la mamma che si dispera,allora capisce che non è commozione e le va vicino e ci vai pure tu e lei tra i singhiozzi confessa quel zozzone di tuo padre scappa mentre miic e il padre di introversa lo vogliono uccidere e entra nell'auto di.... CESA
the_angie scrive: sì il politico e scappa con un aereo voi due quasi sposi vi innervosite e vi sposate uguale ma la fidanzata di miic alla fine del sì sgrava
entropyst scrive: tutto cio' e' commovente un intero sogno sceneggiatissimo per me :* :*
the_angie scrive: è assurdo,quà commovente tra gli invitati c'erano transilvano e lunadelight,incinta e corinzio con babycorinzio grande,tipo 15enne ma lui e la cerbiatta come ora e scialpi che cantava l'ave maria