Entropyst ([info]entropyst) wrote,
@ 2004-11-29 00:14:00
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[non so cosa] Oid

Oid


Parcheggiò l’auto sotto casa. Invece di scendere dal mezzo, come suo solito vista l’ora, indugiò nell’abitacolo. Alla luce ambrata del lampione si accasciò come un ubriaco sul volante, posando pesantemente la fronte sulla parte superiore della sterzo. Poi, lentamente, si portò le due mani al viso. Con pollice e indice destri e sinistri si prese il naso e iniziò a tirare.
Verso il basso, rafforzando sempre più la presa. Sempre con più forza. Dopo pochi tentativi iniziò a sentire il setto cedere. Allora cambiò strategìa, facendo passare le mani tra le razze del volante e riiprese a tirare. Il dolore della fronte sulla dura plastica si fuse a quello del setto nasale che pian piano usciva dalla propria sede. Uno scatto improvviso gli fece capire che la cartilagine aveva ceduto. Si ritrovò d’improvviso con le braccia appese e la faccia intorpidita.
Poi passò alle orecchie. Mente il sangue usciva copioso da quella che una volta era la sede del suo naso, afferrò con tutte e cinque le dita di ogni mano i padiglioni auricolari, quasi nel gesto di un bambino impaurito che non vuole ascoltare il brutto intorno a sè. Con le unghie riuscì a squarciarsi la cute ma la resistenza questa volta era maggiore. Iniziò allora ad agire a strappi, quasi si stesse togliendo una maschera soffocante dalla testa. L’orecchio sinistro fu il primo a cedere. Il destro lo seguì subito dopo, strappato via dalla propria sede dall'azione congiunta delle due mani.
Si posò le mani lorde di sangue sui capelli; a testa ancora china sul cruscotto la sua unica sensazione fu di immenso gelo sul viso. Col sangue, sentiva colare tutto il proprio essere sul tappetino dell’auto.
Poi si alzò di scatto ergendo il busto. Tentò di infilare tutte e due le mani sotto il palato ma solo la sinistra riuscì nell’impresa. Con la destra allora aiutò la compagna di prima linea dall’esterno. Iniziò a tirare verso l’alto, con le dita che man mano gli raggiungevano la gola. Ebbe un conato di vomito, ma intanto le ossa si erano disarticolate quel tanto da permettere l’opera anche dell’altra mano. Con tutte le forze allora spinse verso l’alto e l’ultima sensazione che ebbe era il sangue che gli colava sui gomiti e l’articolazione della mandibola che d’improvviso si liberava dal dolore.
Uno sfortunato lo trovò il mattino dopo e dovette fissarlo per lunghi minuti prima di capire cosa fosse successo.
Perché, invece, non fu dato mai di saperlo a nessuno.




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[info]stefano_esse
2004-11-29 01:15 am UTC (link)
Quotai altrove e quoto qui :)

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[info]lupigi
2004-11-29 02:17 am UTC (link)
Minchia, un ritorno con il botto!
Ciao, Entruccio, bentrovato.

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[info]entropyst
2004-11-29 11:50 am UTC (link)
ciao caro, grazie :)

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[info]corinzio
2004-11-29 02:37 am UTC (link)
credo che starò male per tutto il resto della giornata...
ben tornato...

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[info]entropyst
2004-11-29 11:51 am UTC (link)
ma mica me ne sono mai andato ;)

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[info]corinzio
2004-11-30 01:10 am UTC (link)
dici?
a me sembrava che fossi entrato in un uorp spazio dimensionale, all'interno del sistema "cazzoc'honàcifradalavorà"

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[info]lucifero
2004-11-29 05:11 am UTC (link)
Inquie-tanto!

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[info]jenny_
2004-11-30 03:26 pm UTC (link)
Mi devo preoccupare???

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[info]entropyst
2004-12-20 04:06 pm UTC (link)
ma no, ma no.
Cioè, non più del solito.

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