| Entropyst ( @ 2004-05-08 12:49:00 |
[racconto (?)] Universi Perpendicolari
In questo periodo stanno succedendo molte cose. Logicamente *non* le scrivo sul lj, perché sono situazioni contrastate e quando mi è successo di scriverne mi sono sputato in faccia a rileggerle.
Ma tanto non vi perdete nulla.
Quello che invece qui appare ogni tanto è il risultato, sotto forma di racconto, di ciò che succede alla mia psiche. Oramai 'sti raccontini stanno diventando l'appendiabiti a cui affido i vestiti dei miei ricordi.
Oki. Breve intro. Questo più che un racconto è una macumba nata per esorcizzare un incontro che avrei dovuto avere di lì a poco. Poi l'incontro non c'è stato, o per lo meno c'è stato in seguito e in altri modi (per fortuna). A voi:
Universi Perpendicolari
Perché io la amo. Cioè no, mi piace molto, cavolo la conosco appena qualche mese. Dài non esageriamo, eh. Io poi sono sempre stato con i piedi ben piantati per terra. Piantati da un’infinita serie di mazzolate prese da capo e collo, credo.
Però questa volta è diverso. Intravedo uno spiraglio. E’ per questo che sto andando da lei e che mi presenterò al suo campanello con l’animo gonfio di parole. Le prendo dei fiori. No, meglio di no, quando li portai a Roberta finì in tragedia, io tutto intimidito e lei che smoccolava ogni due per tre in preda ad un attacco di allergia. Dei cioccolatini, sì, forse è meglio. Non mi pare di aver mai sentito di allergia ai cioccolatini, al massimo le prende la cacarella dopo, ma non è un mio problema.
Mi farà entrare a casa sua, spero. Oddio, un paio di volte in casi simili è finita a)mi ha aperto il presunto ex, mezzo affannato e mezzo incazzato b)con voce contraffatta [male] la tipa mi ha detto che non c’era nessuno in casa. Ma non è questo il caso, questa volta è diverso. Lei è diversa. Questa volta mi chiederà di entrare, è una ragazza dolce. Dirà “ehi che sorpresa!” e mi sorriderà. Goffamente sbiascicherò due parole mentre lei mi chiederà se ho voglia di un limoncello. O almeno lo spero. E se mi guarderà come si guarda uno psicopatico? Ché io quando sono nervoso mi comporto in modo strano, cavolo. Maria stava per chiamare la polizia, quella volta… Ma no, su, lei è diversa. Con lei parlo, con lei passo bei momenti insieme, abbiamo tantissime cose in comune. Mi avvicinerò a lei, la guarderò negli occhi, e poi. E poi la bacerò e con quel bacio scompariranno magicamente tutte le mie ansie e tutte le mie paure.
Oppure. Oppure lei si ritrarrà e riderà di me. Succederà così. Io le porto i cioccolatini, faccio il romantico, mi sfango 50 km per andare a trovarla e lei ri-de di me. Ma cazzo!
In quel momento esatto il corpo, abituato da sempre a fregarsene del turbinoso flusso di pensieri di quel cervello in costante attività, stava facendo il proprio dovere. Il dito destro era infatti già sul pulsante del campanello, primo appartamento al piano terra. La porta si aprì qualche secondo dopo lo squillo, precisamente mentre la mente riprendeva il controllo della situazione. Il sorriso della ragazza era radioso e fu facile per il pugno centrarla nel pieno del viso. Il resto fu solo una scatola di cioccolatini sbattuta per terra e una scia di bestemmie dietro il ragazzo che si allontanava.
In questo periodo stanno succedendo molte cose. Logicamente *non* le scrivo sul lj, perché sono situazioni contrastate e quando mi è successo di scriverne mi sono sputato in faccia a rileggerle.
Ma tanto non vi perdete nulla.
Quello che invece qui appare ogni tanto è il risultato, sotto forma di racconto, di ciò che succede alla mia psiche. Oramai 'sti raccontini stanno diventando l'appendiabiti a cui affido i vestiti dei miei ricordi.
Oki. Breve intro. Questo più che un racconto è una macumba nata per esorcizzare un incontro che avrei dovuto avere di lì a poco. Poi l'incontro non c'è stato, o per lo meno c'è stato in seguito e in altri modi (per fortuna). A voi:
Universi Perpendicolari
Perché io la amo. Cioè no, mi piace molto, cavolo la conosco appena qualche mese. Dài non esageriamo, eh. Io poi sono sempre stato con i piedi ben piantati per terra. Piantati da un’infinita serie di mazzolate prese da capo e collo, credo.Però questa volta è diverso. Intravedo uno spiraglio. E’ per questo che sto andando da lei e che mi presenterò al suo campanello con l’animo gonfio di parole. Le prendo dei fiori. No, meglio di no, quando li portai a Roberta finì in tragedia, io tutto intimidito e lei che smoccolava ogni due per tre in preda ad un attacco di allergia. Dei cioccolatini, sì, forse è meglio. Non mi pare di aver mai sentito di allergia ai cioccolatini, al massimo le prende la cacarella dopo, ma non è un mio problema.
Mi farà entrare a casa sua, spero. Oddio, un paio di volte in casi simili è finita a)mi ha aperto il presunto ex, mezzo affannato e mezzo incazzato b)con voce contraffatta [male] la tipa mi ha detto che non c’era nessuno in casa. Ma non è questo il caso, questa volta è diverso. Lei è diversa. Questa volta mi chiederà di entrare, è una ragazza dolce. Dirà “ehi che sorpresa!” e mi sorriderà. Goffamente sbiascicherò due parole mentre lei mi chiederà se ho voglia di un limoncello. O almeno lo spero. E se mi guarderà come si guarda uno psicopatico? Ché io quando sono nervoso mi comporto in modo strano, cavolo. Maria stava per chiamare la polizia, quella volta… Ma no, su, lei è diversa. Con lei parlo, con lei passo bei momenti insieme, abbiamo tantissime cose in comune. Mi avvicinerò a lei, la guarderò negli occhi, e poi. E poi la bacerò e con quel bacio scompariranno magicamente tutte le mie ansie e tutte le mie paure.
Oppure. Oppure lei si ritrarrà e riderà di me. Succederà così. Io le porto i cioccolatini, faccio il romantico, mi sfango 50 km per andare a trovarla e lei ri-de di me. Ma cazzo!
In quel momento esatto il corpo, abituato da sempre a fregarsene del turbinoso flusso di pensieri di quel cervello in costante attività, stava facendo il proprio dovere. Il dito destro era infatti già sul pulsante del campanello, primo appartamento al piano terra. La porta si aprì qualche secondo dopo lo squillo, precisamente mentre la mente riprendeva il controllo della situazione. Il sorriso della ragazza era radioso e fu facile per il pugno centrarla nel pieno del viso. Il resto fu solo una scatola di cioccolatini sbattuta per terra e una scia di bestemmie dietro il ragazzo che si allontanava.