Entropyst ([info]entropyst) wrote,
@ 2004-01-13 01:46:00
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[racconto] La ragazza e Babbo Natale
Eh, sì, starei un po' in ritardo con l'argomento, ma il tempo è prezioso e oramai me lo spendo sull'istante. Inoltre dovrei rileggermelo e controllarlo un minimo, però chissà quando, e chissà se. Quindi prendetevelo così come viene, sperando che ugualmente vi piaccia:

La ragazza e Babbo Natale

- E’ già il quarto giorno che Babbo Natale passa di qui–
Lucilla guardava la sua collega da sopra il fumo della tazzina di caffè. Da bimba adorava addormentarsi appoggiando la testa sul libro che stava leggendo e questo vezzo di usare i fogli come cuscino le era rimasto anche ora che il suo giaciglio erano diventate pratiche e delibere comunali.
- Certo che fa uno strano effetto con quel cappello rosso sulla maglietta a maniche corte, lurida di qualunque cosa. L’altro giorno l’ho visto per il corso mezzo vestito da babbo natale con quella bottiglia di vino sotto il braccio a chiedere “millellire” pure ora che siamo passati da un pezzo all’euro –
- Davvero curioso -, annuì greve Iole.

Il soggetto della discussione era Sergio Izzo, detto Sergione.
- Ma perché non gli danno quel permesso? – chiese Lucilla all’amica.
- Lo sai com’è il geometra Comazzi. Precisino, tutto d’un pezzo, figurati se arriva Sergione e lui gli dà l’autorizzazione per andare in giro vestito da babbo natale. Che poi chi gliela avrà messa in testa questa cosa? – disse Iole indicando con lo sguardo l’inconsueto spettacolo.
- Boh, avrà visto qualche babbo natale in giro e avrà pensato che è un buon modo per rimediare qualche soldo e magari un po’ di vino. Poi magari qualche vigile l’avrà fermato e gli avrà detto che serviva una carta qui in comune. Ma guardalo, com’è triste! Potrebbero pure dargliela quell’autorizzazione, tanto che male c’è? –
- Comazzi dice che non se ne parla nemmeno, che lui questa responsabilità non se la prende. –
- Comazzi Comazzi… ora ci penso io – disse decisa Lucilla, slegandosi i capelli e strizzando l’occhio alla collega. – Vediamo un po’ come la spiega a me, ‘sta cosa.
- Zoccoletta che non sei altro - disse Iole con un sorriso complice.

- Comazzi! Qual è il problema qui? –
- Oh, ciao Lucilla… nessun problema, perché? –
- Com’è che Sergione ultimemante adora il tuo ufficio? –
- Ma che ne so, vuole fare il babbo natale, almeno credo, ché quando parla non si capisce niente. Qualcuno deve avergli messo strane idee in capa oppure il vino lo sta rincoglionendo sempre di più -, disse, scartabellando per darsi un tono i fogli per la maggior parte inutili che affollavano la sua scrivania.
- Comazzi Comazzi, e che male c’è se se ne va in giro con la barbona e il vestito rosso? –
- Ma scherzi? Pensa se lo vede il sindaco, o peggio l’abate – disse l’omino facendosi un segno della croce così velocemente che sembrava volesse scacciare uno spirito maligno col solo spostamento d’aria.
- Ma su, Comazzi, cosa potrebbe fare di male un babbo natale in più con la bottiglia sotto il braccio! Manco lo riconoscerebbe nessuno e magari farebbe felice qualche altro bimbo. C’ha pure il fisico rotondetto adatto al ruolo… - disse Lucilla con fare civettuolo.
- No, io questa responsabilità non me la prendo –
- E chi se la deve prendere? –
- Ah, non posso certo far firmare qualcosa a lui, è un mentecatto, non vale a nulla la sua firma –
- E quindi nulla, niente, non potrà mai fare il babbo natale? –
- No, figurati, dovrebbe trovare qualcuno ancor più mentecatto che garantisca per lui –

Lucilla era quella che la maggioranza degli uomini avrebbe definito “una bella ragazza”. Un trenta per cento del genere maschile, con adeguato tasso di alcol in corpo le avrebbe addirittura fischiato dietro. In pratica pochi sarebbero rimasti indifferenti alla sua presenza ma questo probabilmente per motivi indipendenti dall’esteriorità di Lucilla.
Lucilla quindi non aveva mai dovuto faticare molto a trovare compagnìa. Il problema era che aveva una sorta di talento naturale per attirare le persone sbagliate. Ma lei era così, non le piacevano le situazioni e le persone semplici. Lei voleva migliorare il mondo, lei voleva scavare dentro le persone per tirarne fuori l’oro che c’era sotto la scorza ruvida che le ricopriva. Per questo si era impelagata in storie contorte e senza uscita. Per questo un paio di volte era andata in ufficio con gli occhiali scuri. Per questo Iole odiava i suoi fidanzati “Se quel tizio mette piede qui gli strappo le palle col fermacarte”. Ma era più forte di lei, era il suo destino avrebbe detto il suo biografo.
Per questo disse: - Garantisco io per lui: dove devo firmare? –

Lucilla si avvicinò a Sergione con in mano il foglio.
- Ehi, guarda qui. Questo è il foglio che ti serve –
- Ghe…? – rispose l’omone con fare interrogativo.
- Con questo puoi fare il babbo natale – spiegò la donna accompagnando le ultime due parole con un gesto a mimare la presenza del cappello natalizio sulla propria testa.
- Gheee… – disse Sergione, leggermente più partecipe.
- Il babbo natale, capisci? Quello che va in giro a dare i dolcetti ai bambini, con la barba e il pancione… –
Chi li avesse visti da lontano avrebbe pensato a un surreale dialogo tra un muto e un sordo.
- Ghee gh!? – grugnì l’uomo tendendo la mano verso il foglio.
- Sì, questo è quello che ti serve. Aspetta… -
E sparì lesta nell’ufficio, riuscendone un minuto dopo con una busta e un laccio.
- Questa adesso te la metti qui – disse la ragazza mettendo il curioso ornamento al collo dell’omone – e se ti fermano la fai vedere. Capito? Se ti fermano, tu fai vedere questa – e gli sventolò davanti la busta che aveva assicurato a mo di pendaglio all’atarassico amico.
- Gh! –
- Oh, spero che significhi che hai capito. E vedi di non togliertela mai dal collo, capito? Domani torna qui che vedo di trovarti una palandrana rossa, ti rendiamo un minimo presentabile come babbo natale. Tu però ricordati che quando andrai in giro non dovrai mai toglierti questa cosa, ok? Capito? Cerchi i bambini e gli dài le caramelle, e loro ti danno i soldini per il vino… -
L’omone e la ragazza stettero a parlare ancora per un bel po’. In verità solo la ragazza parlava, mentre l’omone si limitava a modulare mugugni all’uopo. Dopo qualche minuto lei gli schioccò un bacio sulla fronte e l’omone si allontanò barcollando indolente come suo solito.

- Che schifo, l’hai pure baciato. E’ persino più lurido del tuo ex, è tutto dire! –
- Ma su, era un bacino innocente –
- Ma perché l’hai fatto? –
- Era un bacino innocente! – disse Lucilla sinceramente irritata.
- No, perché hai firmato per lui –
- Perché… era giusto –
- Te lo immagini se lo incontra l’abate, che a Natale sta sempre in giro per la città per pubbliche relazioni? Tu passerai i guai… – le disse Iole con una finta punta di rimprovero.

Dà fastidio questa cosa rossa che ho addosso. Sembro grasso.
No, non devo togliermela, me l’ha detto, che non devo togliermela assolutamente. Eppure fa così caldo, qui. Perché sono qui? Ho sete, devo bere. No, non devo bere, mi ha detto anche questo. Cos’altro mi ha detto? Non so, io le cose non me le ricordo, faccio fatica, non è colpa mia. Però è importante, devo ricordare. Ah, devo andare dove sono i bambini. Sono qui perché ci sono i bambini. Credo di sì. Perché ai bambini piace babbo natale. Sì, sì, è così, ricordo! E cosa mi ha detto? Fa male ricordare. Ecco, ho delle caramelle, nel sacco. Devo dargli delle caramelle, sì. Lì c’è anche quel signore vestito di nero col buffo cappellino rosso e la croce al collo. Cosa dovevo fare quando lo vedevo? Me lo ha detto, ne sono sicuro. Me lo ha detto quel signore, sempre lui. Devo andare verso il tipo col cappellino rosso? O il contrario? No, devo andare verso di lui. Devo ricordare, è importante, o mi picchierà di nuovo. Come quella volta che mi aveva detto di andare a prendere quel foglio, e io non sapevo dove andare fino a che non ho incontrato la signorina simpatica. Ricordo. Devo andare verso di lui e cercare nel sacco, sotto le caramelle. Il vestito, sì. La cinta. Pesante. Troppo. Cosa devo fare? Devo. Devo? Devo. “Per Allah, devi prendere in mano quella scatola e premere forte, forte!”. Sì, ricordo. Non sono così stupido, visto? Sono sicuro che la signorina simpatica sarebbe contenta di me, sì. Il bottone, forte forte...


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[info]lucifero
2004-01-12 05:06 pm UTC (link)
Bello, ben scritto e piacevole da leggere.
Strunz!

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C&C
[info]the_angie
2004-01-13 12:52 am UTC (link)
Bello, ben scritto e piacevole da leggere.
Strunz!

(Reply to this)

da Oni-fled
(Anonymous)
2004-01-14 09:15 am UTC (link)
Finalmente un racconto dal mio scrittore preferito! Me lo stampo e me lo leggerò a letto!

(Reply to this)(Thread)

Re: da Oni-fled
[info]entropyst
2004-01-14 03:05 pm UTC (link)
Te l'avrei mandatooo! Uff, e' che sono stato inguaiato e m'è passato l'attimo.

(Reply to this)(Parent)

da Oni-fled
(Anonymous)
2004-01-16 02:36 pm UTC (link)
L'ho colto io, l'attimo! Non potevo aspettare oltre..:)

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