| Entropyst ( @ 2003-10-30 00:28:00 |
[raccontino ino] Ho scritto t'amo sulla carta (igienica)
In effetti è già parecchio tempo che non muore nessuno, nei miei racconti. Però adesso sto proprio esagerando con l'allegria, micanò.
Ho scritto t'amo sulla carta (igienica)
9 Febbraio
Eh, certe volte, la vita! Io sono un tipo preciso, micanò. Ho sempre vissuto da solo, sono abituato ad avere tutto sotto controllo in casa. Che mi ricordi non mi è capitato mai di rimanere senza sale o senza zucchero, senza caffè o senza fiammiferi. Men che meno senza carta igienica. Però oggi è successo, bontàdivina.
Sicuramente colpa del pescecane. Buono, percarità, però ieri sera ne ho mangiato davvero troppo da Carletto. Non ci sono abituato, sfido io che stamattina sto sul cesso a cacciar fuori anche l’anima. Si vede che ci ho l’intestino della Michelin, ma ad un certo punto mi sono trovato senza più carta igienica. Io, Santino detto lo Svizzero, io che rimango senza carta igienica come un povero cretino qualsiasi. Io costretto a saltelare per casa con la mutanda alle caviglie: non sia mai!. Piuttosto raschio i torsoli, comecazzsichiamono quei cazzabbubboli di cartone al centro dei rotoli di cartaigienica, però non mi umilio a ritirarmi dalla ritirata!
E ho fatto. Ho preso un paio di cilindri di cartone che erano sul davanzale in attesa di essere buttati e ne ho levato accuratamente lo strato di carta igienica rimasto. Ho piegato i preziosi e sottili strati con tutta l’attenzione che il momento topico richiedeva, ché se mi si rompeva in mano andava della mia dignità. E tutto è andato bene, stupendo! Stupendo. “Sei stupendo!”. Sei stupendo? Che ci fa la scritta “sei stupendo!” sul cazzabubbolo di un rotolo di carta igienica? Questi pubblicitari non sanno più cosa inventarsi, eh, micanò.
Allora ho esaminato anche l’altro cilindro. E lissù c’era scritto addirittura “Ti amo”. L’ho girato e rigirato tra le mani in cerca di un marchio, di un qualcosa che mi facesse capire a cosa si riferisse quella frase. E invece nulla. C’era solo quel ti amo, scritto in rosso, e a guardarlo bene nemmeno sembrava stampato. Piuttosto scritto a mano. Toh. In che giorni viviamo, mi chiedo!
10 Febbraio
Oggi ho fatto scorta come se il mio bagno fosse in procinto di essere assaltato da un plotone di camionisti messicani. Mai più senza carta igienica, mai più.
20 Febbraio
Oramai da quel giorno dello scampato pericolo a fine rotolo ci ho sempre la curiosità, e per mattine ho cagato in suspance. Però non ho trovato più nulla, probabilmente era stata una partita strana di rotoli, con i figli del proprietario della fabbrica che si erano divertiti a scrivere sul cartone frasi sceme, mi sono detto. E invece oggi non ne trovo uno con tutti dei bei ghirigori a spirale? Un po’ cecato ci sono, e ci ho messo un minuto a capire che invece erano una serie di scritte piccinepiccine. Tutto intorno, tutti attaccati l’uno all’altro, ci erano una serie di tiamotiamotiamotiamotiamotiamo. Ci avranno messo una vita a scriverli, ho pensato mentre seguivo come un criceto la pista di lettere. 25 volteggi. E alla fine, l’ultimo ti amo e poi un’altra cosa, tipo, uhm, Santino. Cioè davvero c’erano scritti settordicimila tiamo e alla fine un solo ma ben leggibile Santino. Non sono proprio riuscito a trattenere un prot di sorpresa!
22 Febbraio
Oggi sono andato a fare la spesa dalla EssePi. Non ci andavo da un po’ e avevo una lista delle cose da comperare così lunga che mentre la leggevo parevo parevo l’araldo di Re Carlo Settordicesimo. Ho comprato tonno in scatola, carne in scatola, piselli in scatola, tuttociòchec’è in scatola. Poi sono andato nel settore santari e volevo comperare la carta igienica. Che poi questo supermarket è bellissimo, c’è sempre pure la musica degli anni miei, però una cosa mi fa incazzare: mettono sempre la carta igienica troppo in alto! Che se come al solito a prendermela non c’era quella gran donna della Concetta io ne avrei dovuti fare di gran salti, come qelli di un canguro cagasotto. Non è che uno solo perché è alto uno e cinquantacinque deve pulirsi il deretano colla gazzetta dello sport, bontàdivina! E invece la Concetta mi ha visto che fissavo gli agogniati rotoli, si è avvicinata, si è messa in punta di piedi come una Carla Fracci un po’ più, vabbè molto più abbondante, e mi ha preso una confezione da sei rotoli. Sembra quasi che ogni volta la scelga, mica prende la prima che le capita, eh! “Per lei, sor Santino”, mi ha detto, e io ho bonfonchiato un “grazie” tutto mezzo incazzato, ché quando sto emozionato m’incazzo, non so, e quella gran donna della Concetta mi emoziona tanto.
Però adesso che esco le lascio un biglietto con le frasi dolci sul parabrezza della sua A112. Ce lo lascio sempre, forse però devo smettere che magari un giorno mi vede e mi ride dietro, e io poi ci rimango male.
In effetti è già parecchio tempo che non muore nessuno, nei miei racconti. Però adesso sto proprio esagerando con l'allegria, micanò.
Ho scritto t'amo sulla carta (igienica)
9 Febbraio
Eh, certe volte, la vita! Io sono un tipo preciso, micanò. Ho sempre vissuto da solo, sono abituato ad avere tutto sotto controllo in casa. Che mi ricordi non mi è capitato mai di rimanere senza sale o senza zucchero, senza caffè o senza fiammiferi. Men che meno senza carta igienica. Però oggi è successo, bontàdivina.
Sicuramente colpa del pescecane. Buono, percarità, però ieri sera ne ho mangiato davvero troppo da Carletto. Non ci sono abituato, sfido io che stamattina sto sul cesso a cacciar fuori anche l’anima. Si vede che ci ho l’intestino della Michelin, ma ad un certo punto mi sono trovato senza più carta igienica. Io, Santino detto lo Svizzero, io che rimango senza carta igienica come un povero cretino qualsiasi. Io costretto a saltelare per casa con la mutanda alle caviglie: non sia mai!. Piuttosto raschio i torsoli, comecazzsichiamono quei cazzabbubboli di cartone al centro dei rotoli di cartaigienica, però non mi umilio a ritirarmi dalla ritirata!
E ho fatto. Ho preso un paio di cilindri di cartone che erano sul davanzale in attesa di essere buttati e ne ho levato accuratamente lo strato di carta igienica rimasto. Ho piegato i preziosi e sottili strati con tutta l’attenzione che il momento topico richiedeva, ché se mi si rompeva in mano andava della mia dignità. E tutto è andato bene, stupendo! Stupendo. “Sei stupendo!”. Sei stupendo? Che ci fa la scritta “sei stupendo!” sul cazzabubbolo di un rotolo di carta igienica? Questi pubblicitari non sanno più cosa inventarsi, eh, micanò.
Allora ho esaminato anche l’altro cilindro. E lissù c’era scritto addirittura “Ti amo”. L’ho girato e rigirato tra le mani in cerca di un marchio, di un qualcosa che mi facesse capire a cosa si riferisse quella frase. E invece nulla. C’era solo quel ti amo, scritto in rosso, e a guardarlo bene nemmeno sembrava stampato. Piuttosto scritto a mano. Toh. In che giorni viviamo, mi chiedo!
10 Febbraio
Oggi ho fatto scorta come se il mio bagno fosse in procinto di essere assaltato da un plotone di camionisti messicani. Mai più senza carta igienica, mai più.
20 Febbraio
Oramai da quel giorno dello scampato pericolo a fine rotolo ci ho sempre la curiosità, e per mattine ho cagato in suspance. Però non ho trovato più nulla, probabilmente era stata una partita strana di rotoli, con i figli del proprietario della fabbrica che si erano divertiti a scrivere sul cartone frasi sceme, mi sono detto. E invece oggi non ne trovo uno con tutti dei bei ghirigori a spirale? Un po’ cecato ci sono, e ci ho messo un minuto a capire che invece erano una serie di scritte piccinepiccine. Tutto intorno, tutti attaccati l’uno all’altro, ci erano una serie di tiamotiamotiamotiamotiamotiamo. Ci avranno messo una vita a scriverli, ho pensato mentre seguivo come un criceto la pista di lettere. 25 volteggi. E alla fine, l’ultimo ti amo e poi un’altra cosa, tipo, uhm, Santino. Cioè davvero c’erano scritti settordicimila tiamo e alla fine un solo ma ben leggibile Santino. Non sono proprio riuscito a trattenere un prot di sorpresa!
22 Febbraio
Oggi sono andato a fare la spesa dalla EssePi. Non ci andavo da un po’ e avevo una lista delle cose da comperare così lunga che mentre la leggevo parevo parevo l’araldo di Re Carlo Settordicesimo. Ho comprato tonno in scatola, carne in scatola, piselli in scatola, tuttociòchec’è in scatola. Poi sono andato nel settore santari e volevo comperare la carta igienica. Che poi questo supermarket è bellissimo, c’è sempre pure la musica degli anni miei, però una cosa mi fa incazzare: mettono sempre la carta igienica troppo in alto! Che se come al solito a prendermela non c’era quella gran donna della Concetta io ne avrei dovuti fare di gran salti, come qelli di un canguro cagasotto. Non è che uno solo perché è alto uno e cinquantacinque deve pulirsi il deretano colla gazzetta dello sport, bontàdivina! E invece la Concetta mi ha visto che fissavo gli agogniati rotoli, si è avvicinata, si è messa in punta di piedi come una Carla Fracci un po’ più, vabbè molto più abbondante, e mi ha preso una confezione da sei rotoli. Sembra quasi che ogni volta la scelga, mica prende la prima che le capita, eh! “Per lei, sor Santino”, mi ha detto, e io ho bonfonchiato un “grazie” tutto mezzo incazzato, ché quando sto emozionato m’incazzo, non so, e quella gran donna della Concetta mi emoziona tanto.
Però adesso che esco le lascio un biglietto con le frasi dolci sul parabrezza della sua A112. Ce lo lascio sempre, forse però devo smettere che magari un giorno mi vede e mi ride dietro, e io poi ci rimango male.