Entropyst ([info]entropyst) wrote,
@ 2003-10-23 01:08:00
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[racconto] La biblioteca dell'Eternità
Il racconto che avevo iniziato qualche tempo e di cui avevo parlato qui. Il titolo è per nulla pomposo, nooo. Però un po' è giustificato, forse ne converrete se vorrete leggerlo. Enojoy.


Si risvegliò all'impiedi. Ma non si rese subito conto della stranezza. Altre ce ne erano, di cose più evidentemente strane, che lo distrassero. Ad esempio il fatto che si fosse risvegliato in quella che aveva tutta l'aria di essere un'immensa biblioteca. Alla sua destra e alla sua sinistra infatti correvano scaffali colmi di libri che si perdevano all'orizzonte e verso il soffitto. I tomi, che ad una prima occhiata sembravano tutti uguali per colore (un ambra chiaro) e forma, ad un secondo sguardo rivelavano differenti spessori. "Sto sognando" realizzò con tranquillità. "E ho fatto sogni certamente più realistici", aggiunse a se stesso.
- Certo che stai sognando -, disse una voce alla sua sinistra. Non fu per nulla sorpreso di vedere l'omino sbucare da dietro un scaffale. Un perfetto bibliotecario dall'età indefinibile ma comunque avanzata, dallo sguardo intansigente e con gli occhiali al collo a mo di collana. Uno di quei personaggi che sembrano usciti dalla penna di un narratore d'altri tempi, pensò.
- Oh be', vedo che non ti sei scomposto più di tanto. Questo ci farà guadagnare del tempo, mio caro. E' insopportabile quando diventano isterici e mi tartassano di domande -, disse concludendo la frase con una smorfia di disapprovazione.
Il vecchietto inforcò con gesto solenne gli occhiali e iniziò a leggere: - Bartolomeo Ricci, nato nel 1956, infanzia felice ma non troppo, uhm, morto il papà quando aveva 12 anni, studi irregolari, passione per l'arte.. ah, ti piace scrivere, ottimo. Scusami, in che anno siamo? -
- Ehm, 1975 -
- Grazie, sai, non vorrei andare troppo avanti con la lettura - disse strizzando l'occhio.
- Chi sarebbe lei, mi scusi? - chiese il ragazzo tra il sorpreso e lo spazientito.
- Che domande, mi sembra chiaro: sono il Bibliotecario! E comunque hai sbagliato domanda, dovresti chiedermi chi sei tu, piuttosto.-
- Scusi? -
- Scusa tu, è dall'era dei tempi che devo recitare le stesse formule, qualche volta mi permetto qualche variazione sul tema, povero me, mi annoierei sennò. Con calma ti spiego tutto, andiamo per gradi che mi pari un bravo ragazzo e di questi tempi non me ne capitano molti tra le mani. Inizia col prendere un libro, su. - E con un gesto indicò al ragazzo l'immensa parete di libri.
Bartolomeo si avvicinò allo scaffale e posò la mano sinistra su una delle coste. Poi fece scivolare il suo tocco su quelle vicine come un pianista sui tasti d'avorio di un pianoforte. Quindi scelse un voume, che se pure perfettamente incastrato tra gli altri venne via dalla fila perfetta quasi di volontà propria. Sempre più sorpreso girò lo sguardo verso l'omino, che lo osservava benevolo.
Rivolse la propria attenzione al libro che aveva in mano. Seppur voluminoso era leggerissimo, quasi senza peso. Lo aprì a metà e iniziò a leggere la calligrafia chiara ed elegante. "passò il minuto successivo a chiedersi se era successo davvero. Egli l'aveva baciata, e adesso la guardava fissa negli occhi come se da quello sguardo dipendesse la sua vita. Sentì distintamente le paroleTi Amo seguite da quelle Vuoi Sposarmi".
Saltò qualche centinaio di pagine e lesse di nuovo. "Ed era così bello, nel suo vestito nuovo. Incravattato, lui che aveva sempre odiato la cravatta. Aveva tutti i suoi amici intorno, ma quando si avvicinò le rivolse il più bello dei suoi sorrisi: - Hai visto che ce l'ho fatta, mamma? -"
Chiuse il volume e lo rimise al proprio posto. Ne prese un altro, qualche metro più in là. Lo aprì nelle ultime pagine. "Carla è bellissima, è tutta sua madre, e sua nonna. Se fosse viva, Isabella la coprirebbe di coccole e attenzioni e ne farebbe una vera signora. Forse si annoia di quando le narro dei miei duelli da giovane, ma le brillano così tanto gli occhi quando mi chiede - Nonno, raccontami di quando hai sconfitto i cavalieri neri! -"

Bartolomeo si girò verso il bibliotecario che era ancora lì immobile e silenzioso come l'ultima volta che lo aveva guardato. - Cosa sono questi libri? -
- Sono le esistenze della Terra, Bartolomeo, nella forma in cui tu le stai immaginando. C'è gente che le vede come castelli di sabbia, chi come lunghissime collane di perline multicolori. Alcuni come melodie da comporre, altri come acquerelli multicolori. Tu le immagini come una serie di pagine su cui sono raccolti i momenti e le emozioni delle loro vite. Gente molto interessante, voi del ventesimo secolo - e un improbabile sorriso si aprì sul suo viso rugoso.
- Vuoi dire che in quei libri c'è il racconto di ciò che accade nelle vite della gente? -
- Esattamente, lì ci sono tutte le cose importanti che accadono durante l'arco di una vita. Un libro, una persona. Non dovresti meravigliarti, sei in un sogno, sai bene che tutto è possibile in sogno. E' una delle poche certezze che accomuna voi uomini, da qualunque era veniate, caro mio -
E in effetti le cose dette dal bibliotecario gli sembravano plausibilissime. Anzi, aveva la certezza (non sapeva perché; ah, certo, è un sogno) fossero verità. Tutte le storie della Storia, tutte lì, raccolte in quel luogo -
- Quindi - chiese in risposta ad un pensiero improvviso - lì c'è anche la MIA vita! -
Un'ombra fugace passò sul volto del bibliotecario - Certo che c'è. Ci sono tutte, c'è anche la tua -
- Grandioso, devo trovarla! - e iniziò a cercare. Prese un libro tra i più sottili e lo aprì all'ultima pagina. Bianca. Tornò indietro alla penultima: "Bellissime le mie nuove bilie colorate. Domani le mostrerò a James, gli amichetti del cortile moriranno di invidia!". Ne prese un altro, e un altro ancora, e ancora un altro.
Dopo un'ora aveva capito qualche cosa in più, di quegli strani libri. In primis, che non terminavano. Non c'era mai un the end, come lui si era aspettato. Sono libri di esistenze, finiranno con la morte, aveva pensato prima di aprire il primo. E invece nessuno di essi finiva. Sembravano tutti incompleti, e tutti avevano quell'ultima pagina bianca.
Mentre Bartolomeo ordinava quei pensieri il bibliotecario continuava a guardarlo, immobile e in silenzio.
Dopo qualche ora si rese conto dell'inutilità dei tentativi. La biblioteca era sterminata, infinita, tutta uguale a se stessa. - Ci è mai riuscito nessuno? - chiese al silenzio.
- Sì, qualcuno c'è riuscito. Qualcuno che ora è in altri libri, quelli di Storia. Qualcuno ha trovato il proprio libro e ha scritto parte della propria vita -
- Come scritto? -
- Scritto. Non hai notato che l'ultima pagina di ogni libro è bianca? Non è un vezzo, è perché deve essere riempita da coloro i quali arrivano in questo luogo. -
- Grande! Vuoi dire che io posso letteralmente scrivere la vita di un uomo, una vita vera? -
- Certo. E' da millenni oramai che le cose funzionano così. Da quando gli dei che vi hanno creato hanno deciso di dedicarsi ad altro. Immagino parve loro naturale sistemare la cosa in modo che voi poteste autonomamente andare avanti. Così da allora l'umanità crea da sé il proprio futuro. E adesso prendi quella penna, ché è ora di fare il tuo dovere. -
Bartolomeo prese allora un libro, lo lesse velocemente (più velocemente di quanto avesse mai letto, ma era in un sogno, era normale) e continuò per una pagina la storia incompleta. Così fece per innumerevoli altri libri: due sole facciate, nella quali dava il suo contributo all'esistenza raccontata. Creò frammenti di incontri romantici e di sconfitte gloriose, scrisse di giornate tra i banchi di scuola e di corse tra i prati, vergò gesta eroiche e mediocri perfidie. Si appassionò talmente al suo strano dovere che perse completamente la cognizione del tempo.
Ma ad un certo l'inchiostro iniziò a diventare di colore più tenue.

- Sei stato bravissimo, Bartolomeo, davvero -
- E' finito il mio tempo qui, vero? -
- Quasi. L'inchiostro ti durerà per un altro libro ancora -
- Allora lasciami scrivere quest'ultima pagina -

Scelse con sacrale calma il libro. Lo aprì. Narrava della storia di un eccentrico pittore, Douglas. Doug, come lo chiamavano gli amici, amava l'arte in modo sviscerato. Era affascinato dalle architetture antiche, dalle grandi cattedrali gotiche, da tutti quei grandi segni della loro esistenza che gli artisti avevano lasciato sparsi nella Storia. E sperava un giorno di arrivare ad essere come loro.
- E anche io voglio lasciare un segno. Voglio svegliarmi e avere la possibilità di ricordare ciò che è avvenuto in questa strana biblioteca. Quindi, Doug, farai qualcosa di grande, di talmente grande che raggiungerà anche me, dovunque io sia. -
Quella sera Doug chiamò il suo inseparabile compagno di bevute, Dave, per invitarlo al pub. Doveva assolutamente raccontargli l'idea che gli era venuta in mente. Parlò fitto fitto per dieci minuti, gesticolando e facendo girare più volte le dita sul vecchio tavolo come fossero un compasso. Poi con gli occhi lucidi chiese all'amico cosa ne pensasse.
- Sono senza parole, è una grande idea! Quando iniziamo? -
- Questa notte stessa. Hai presente la spranga con cui chiudo il negozio? Useremo quella per provare. Un giorno, Dave, la gente farà la fila per vedere le nostre opere.

- Papà, poi alla fine avevi ragione tu, non erano gli UFO. -
- A fare cosa? -
- A fare quegli enormi cerchi -
Bartolomeo alzò gli occhi dal giornale e guardò il figlio: - A sì? E chi era? -
- Due signori inglesi, lo hanno detto oggi alla tivvù. Di notte con una corda e con un pezzo di ferro entravano nei campi di grano e facevano quei disegni. Hanno fatto anche vedere mentre li facevano! -
- Pensa un po'. Chissa come gli sarà venuto in mente di fare 'sta cosa. Comunque vedi che è come dico io, c'è sempre una spiegazione più semplice. Non erano gli UFO, ne ero sicuro. Sicurissimo.


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[info]lunadelight
2003-10-22 04:49 pm UTC (link)
Molto bello e titolo pomposo più che "azzeccato"!

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[info]entropyst
2003-10-23 12:09 pm UTC (link)
Grazie :)

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[info]lucifero
2003-10-22 05:41 pm UTC (link)
Mi è piaciuta in particolare la trovata della bicicletta rossa. Incisiva la figura del generale, peccato non averne saputo di più sul campo di fragole...
...
Però bello, sei bravo "E" e leggerti è sempre un piacere ;P

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[info]entropyst
2003-10-23 01:10 am UTC (link)
Non ho capito!
A parte che E sì, hai ragione, E dovevo rileggerlo ancora una volta E levare qualche E di troppo :)

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E come Entropyst
[info]lucifero
2003-10-23 02:35 am UTC (link)
Secondo me non c'è niente da eliminare, è bellissimissimo così, hai fatto bene a prenderti del tempo per scriverlo :)

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[info]lucifero
2003-10-23 07:05 am UTC (link)
Se cerchi illustrazioni a tema, non posso che consigliarti qualche immagine della biblioteca dei sogni (da Sandman).

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[info]entropyst
2003-10-23 12:02 pm UTC (link)
Mi manca, Sandman: sai che non ne ho mai letto nulla?
Provvedero'.

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[info]lucifero
2003-10-23 05:08 pm UTC (link)
Lo so che non lo conosci, prima di leggerlo però, scrivi altre cose, poi ti spiego perchè :)

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[info]jenny_
2003-10-23 09:16 am UTC (link)
è bellissimo! Non ricordavo più che volesse dire leggere i tuoi racconti. Hai proprio un talento...

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[info]entropyst
2003-10-23 12:45 pm UTC (link)
thx miss :*

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