Entropyst ([info]entropyst) wrote,
@ 2003-01-18 18:54:00
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La ragazza dei sogni
Oplà. Le avevo promesso questo racconto e alla fine sono riuscito a terminarlo. Spero le piaccia, oggi glielo mando via email. Nel frattempo, lo posto anche qui.

La ragazza dei sogni.

L'aria era splendida, e splendido era il sole. Gli alberi, tutti intorno a lui, completavano l'armonia del luogo. Non era mai stato lì, almeno così gli sembrava, ma il suo passo era ugualmente sicuro. Avanzò per qualche minuto, fino a giungere ad una radura. Al centro di essa, sul prato, c'era qualcosa. O meglio, qualcuno. Come un grosso fiore una fanciulla dalla immensa gonna ottocentesca era seduta sull'erba, dedicando tutta la propria attenzione a dei boccioli rossi sul prato.
Accorciò il passo, per il timore di disturbarla. Ma lei si accorse presto della sua presenza. - Ciao -, gli disse in un sorriso. - Vieni qui, aiutami a fare una ghirlanda -.
La ragazza si rivolgeva a lui con familiarità. Non l'aveva vista prima, o almeno così gli sembrava. Ma per quanto fosse sicuro di non averla mai incontrata in vita sua, non poteva distogliere lo sguardo dalla sua figura.
Si sedette anch'egli sull'erba e iniziò a cogliere i piccoli fiori che erano lì intorno. Poi li passava alla ragazza, che li prendeva e li aggiungeva alla sua opera. Presto imparò che quelli particolarmente belli erano premiati con uno splendido sorriso. E ne iniziò a trovare di superbi, caledoscopi di colori e sinfonie di profumi. L'ultimo che trovò era incredibile: dei grappoli di piccoli boccioli rosa che contornavano un fiore con petali di mille colori, a formare una serie infinita di corone.
Questa volta la ragazza non si limitò a sorridere. Lo guardò con quei suoi occhioni luccicanti e gli disse: - Sei sempre il solito, ma come fai? -
Poi si alzò di scatto. - E ora andiamo a volare -, gli disse porgendogli la mano.
Lei iniziò a correre e lui con la mano nella mano la seguì. Mentre sentiva il sangue scorrergli nelle vene si rese conto di sentirsi meravigliosamente bene. Un senso di euforia lo pervase, amplificato dalle risa della sua compagna. Così fece un balzo, sempre tenendola per mano, e si ritrovò a volare con lei nel cielo.
- E' bellissimo - esclamò la ragazza, - è sempre stupendo, come la prima volta -. E volarono insieme tenendosi per mano. Superarono montagne, prati e foreste. Poi arrivarono ad un lago argentato, e lì si fermarono, esausti da tanta eccitazione.
- Adesso sparirai, come al solito. E domani non ti ricorderai di tutto questo, eppure sarai di nuovo qui - le disse la ragazza con gli occhi velati di tristezza. Si avvicinò e gli diede un casto bacio sulla guancia.
E come ogni giorno si svegliò. Non ricordando nulla se non la sensazione di leggerezza che oramai lo accompagnava da sei mesi a questa parte. Dal giorno in cui aveva smesso di fare quei brutti sogni e ne aveva iniziati di bellissimi.

Emily non doveva preoccuparsi di aspettarlo in un luogo preciso. Ovunque lei fosse, lui l'avrebbe trovata. Senza cercarla, così, naturalmente. Fu così anche quel giorno, come ogni giorno da sei mesi a questa parte. Arrivò dalla radura, con l'andatura timida e quell'aria sognate che si sarebbe presto trasformata in sorpresa vedendola lì in mezzo ai fiori.
Aveva provato a spingerlo a ricordare. Ma non importava cosa fosse successo in quel luogo il giorno prima, quale splendida giornata insieme avessero passato. Il giorno dopo lui si sarebbe ripresentato lì, sorpreso e immemore. E così da qualche tempo ci aveva rinunciato. Si limitava a godere di quei momenti.
Ma nonostante il fatto che lui non ricordasse, le volte in cui si incontravano erano ognuna diversa dall'altra. In un modo o nell'altro riusciva sempre a sorprenderla. Oggi la stava aiutando a fare la sua ghirlanda. Con naturalezza, creava per lei dei fiori fantastici. Sì, li creava, letteralmente dal nulla. Come il più fantastico dei prestigiatori faceva apparire meravigliosi fiori multicolori, i più belli che lei avesse mai visto. E sempre mantenendo quell'aria ingenua, come se non si rendesse conto del proprio talento. E più lei sorideva, più lui inventava colori e profumi fantastici.
L'ultimo la lasciò senza fiato. Alzò gli occhi sul suo volto da adolescente, fissò i suoi occhi color nocciola e gli disse: - Sei sempre il solito, ma come fai? -
Gli prese la mano, sapendo già cosa sarebbe successo. Anche lei in quel posto fatato riusciva a fare delle cose che altrove erano pura fantasia. Ma lui sapeva fare molto di più. Sapeva volare. E a lei bastava prenderlo per mano per volare insieme a lui. E anche quel giorno volarono per ore su prati e fiumi, e montagne e foreste.

Emily come ogni giorno si svegliò per raggiungere l'ospedale. Per seguire i suoi sogni si era dovuta trasferire, in una città che non era la sua. Ma aveva scelto da tempo di fare quel lavoro, e non sarebbero state due ore di treno e qualche milione di abitanti in più a spaventarla. Nel tragitto pensò al sogno della notte prima, come era oramai d'abitudine da quando aveva cambiato città. Il ricordo era nitido, come al solito, e anche la sensazione che lui esistesse davvero, da qualche parte. Il ragazzo del sogno era più che frutto della sua fantasia. Era reale, oramai ne era sicura, e un giorno lo avrebbe incontrato.
Il filo dei pensieri si ruppe entrando nell'ospedale. Basta sogni, era ora di occuparsi dei bambini. Alcuni di loro arrivavano lì come animaletti spaventati. Le famiglie, forse più spaventate di loro non sapendo spesso come affrontare l'handicap, li scaricavano lì come fossero materiale elettrodomestici da riparare. Il suo lavoro era recuperare la loro umanità, accendere la scintilla nei loro occhi, mitigare le loro paure, diventare loro amica. Spesso le ci volevano mesi per scalfire il muro di diffidenza che faceva da barriera. Qualche volta, raramente, ci riusciva dopo poco. Come con Leo, affetto da sindrome di down. Che ogni mattina la aspettava all'ingresso con un sorriso, porgendole la mano, per volare insieme sulle scale dell'ospedale. E che appena sei mesi prima passava ogni notte in un pianto disperato.


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[info]lorientriel
2003-01-18 04:15 pm UTC (link)
Bello, davvero.
Grazie per averlo condiviso, per me è sempre un dono leggere parole sentite.

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[info]entropyst
2003-01-19 03:06 am UTC (link)
Grazie a te.

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[info]jenny_
2003-05-15 01:02 pm UTC (link)
che fortunata questa ragazza!!Non ho mai letto niente di più bello.

(Reply to this)(Thread)


[info]entropyst
2003-05-16 12:35 pm UTC (link)
Ti ringrazio. E' che se lo merita, lei fa davvero cose così belle.

(Reply to this)(Parent)(Thread)


[info]jenny_
2003-05-16 01:07 pm UTC (link)
e che fai, te la lasci scappare? (ok, ok mi faccio gli affari miei)

(Reply to this)(Parent)


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