| Entropyst ( @ 2002-10-05 19:41:00 |
Forza quattro.
In realtà è parecchio tempo che non faccio quell'autostrada di notte, però oggi riordinando i documenti ho ritrovato questo frammento scritto nel febbraio scorso,all'orario emblematico delle 2 di notte. E così stabiliamo l'invidiabile record di quattro post melanconici del cavolo. Promesso non scrivo più finché non mi viene qualcosa di allegro.
L'autostrada, di notte.
Che poi, a pensarci, è tutto il contrario del necessaire per un'esperienza mistica. Dovrebbe esserci la natura, tu in simbiosi con essa, l'aria pura che ti entra nelle narici, i tuoi ritmi che seguono quelli lenti intorno a te. Invece sei a sfrecciare a centoquarantachilometrilora, con le mani su di un pezzo di plastica che doma una bestia di metallo. La musica a palla satura tutto il tuo universo. Il tuo corpo basta e avanza per condurre il percorso da casello casello. La tua anima, o qualunque cosa rappresenti il vero te, è libera di inseguire i pensieri e indugiarvi sopra. Tanto altro non puo' fare, che non si preoccupi: vacanza pagata. E intanto la scaletta della musica sembrano farla le tue tue emozioni. Magari è il contrario, ma che ti frega. L'importante è che per un'ora buona sei libero di spolverare con calma i tuoi ricordi. Di raccogliere brandelli di emozioni, di pensare in modo leggero a cose leggere. Oppure di seguire il percorso, millimetro per millimetro, che sta facendo sul tuo viso quella lacrima inaspettata.
In realtà è parecchio tempo che non faccio quell'autostrada di notte, però oggi riordinando i documenti ho ritrovato questo frammento scritto nel febbraio scorso,all'orario emblematico delle 2 di notte. E così stabiliamo l'invidiabile record di quattro post melanconici del cavolo. Promesso non scrivo più finché non mi viene qualcosa di allegro.
L'autostrada, di notte.
Che poi, a pensarci, è tutto il contrario del necessaire per un'esperienza mistica. Dovrebbe esserci la natura, tu in simbiosi con essa, l'aria pura che ti entra nelle narici, i tuoi ritmi che seguono quelli lenti intorno a te. Invece sei a sfrecciare a centoquarantachilometrilora, con le mani su di un pezzo di plastica che doma una bestia di metallo. La musica a palla satura tutto il tuo universo. Il tuo corpo basta e avanza per condurre il percorso da casello casello. La tua anima, o qualunque cosa rappresenti il vero te, è libera di inseguire i pensieri e indugiarvi sopra. Tanto altro non puo' fare, che non si preoccupi: vacanza pagata. E intanto la scaletta della musica sembrano farla le tue tue emozioni. Magari è il contrario, ma che ti frega. L'importante è che per un'ora buona sei libero di spolverare con calma i tuoi ricordi. Di raccogliere brandelli di emozioni, di pensare in modo leggero a cose leggere. Oppure di seguire il percorso, millimetro per millimetro, che sta facendo sul tuo viso quella lacrima inaspettata.